«No alla punizione collettiva a Gaza»

 

—  5.8.2014 “Il Manifesto”

Più di 400 docenti, giuristi ed esperti di diritti umani chiedono alla comunità internazionale di agire contro le operazioni militari d’Israele nella Striscia. Oltre 80 i firmatari italiani

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«Israele viola in modo ripe­tuto e fla­grante il diritto inter­na­zio­nale uma­ni­ta­rio e dei con­flitti armati […]La mag­gior parte dei recenti bom­bar­da­menti a Gaza manca di qual­siasi giu­sti­fi­ca­zione mili­tare accet­ta­bile e, al con­tra­rio, appare con­ce­pita per ter­ro­riz­zare la popo­la­zione civile».

È duris­sima la denun­cia di quasi 400 docenti e difen­sori dei diritti umani da tutto il mondo (tra cui ex esperti indi­pen­denti dell’Onu e Pro­fes­sori di diritto inter­na­zio­nale e di diritto penale di rico­no­sciuto pre­sti­gio), uniti nel con­dan­nare le gravi vio­la­zioni e il «disprezzo dei più basi­lari prin­cipi del diritto inter­na­zio­nale» e «dei diritti fon­da­men­tali dell’intera popo­la­zione Pale­sti­nese» che con­ti­nuano a carat­te­riz­zare l’incessante offen­siva Israe­liana in corso nella stri­scia di Gaza. La dichia­ra­zione chiama la comu­nità inter­na­zio­nale, le Nazioni Unite, la Lega Araba, l’Unione Euro­pea e gli Stati Uniti, a met­tere in atto pre­cisi ed effi­caci mec­ca­ni­smi di accer­ta­mento delle respon­sa­bi­lità per i gravi ille­citi oggetto della dichia­ra­zione: «Le respon­sa­bi­lità non pos­sono essere ancora una volta igno­rate e obli­te­rate per ser­vire inte­ressi poli­tici: il nostro inte­resse deve essere quello della pro­te­zione dei civili e della pace», afferma il Pro­fes­sor John Dugard, ex ‘Spe­cial Rap­por­teur’ delle Nazioni Unite sulla situa­zione dei diritti umani nei ter­ri­tori Pale­sti­nesi occu­pati sin dal 1967 e primo fir­ma­ta­rio insieme dell’appello insieme a Richard Falck.

«Ancora una volta è la popo­la­zione civile, l’insieme dei sog­getti pro­tetti dal diritto inter­na­zio­nale uma­ni­ta­rio, ad essere al cen­tro degli attac­chi. La popo­la­zione di Gaza è stata presa di mira in nome di un diritto all’autodifesa di Israele legal­mente non giu­sti­fi­ca­bile, nel mezzo di una esca­la­tion di vio­lenza pro­vo­cata di fronte a tutta la comu­nità inter­na­zio­nale», afferma la dichiarazione.

È indi­scu­ti­bile, secondo i docenti, la tra­sgres­sione di prin­cipi car­dine del Diritto Inter­na­zio­nale Uma­ni­ta­rio, tra cui il prin­ci­pio di distin­zione, secondo il quale solo com­bat­tenti e obiet­tivi mili­tari pos­sono essere attac­cati, e il prin­ci­pio di pro­por­zio­na­lità. Attac­chi indi­scri­mi­nati con­tro i civili, «da chiun­que per­pe­trati, non sol­tanto vio­lano il diritto inter­na­zio­nale, ma sono – aggiun­gono — moral­mente inaccettabili».

Gli esperti affer­mano: «Sono state uccise intere fami­glie. Ospe­dali, cli­ni­che e per­sino cen­tri di ria­bi­li­ta­zione per disa­bili sono stati attac­cati e gra­ve­mente dan­neg­giati Il numero di pro­fu­ghi interni ha supe­rato la cifra di 240,000, molti dei quali rifu­giati nelle scuole dell’agenzia Onu per i rifu­giati Pale­sti­nesi — Unrwa, rive­la­tesi però tutt’altro che immuni agli attac­chi israe­liani, come dimo­strato dai ripe­tuti attac­chi alla scuola Unrwa di Beit Hanoun», in cui ave­vano tro­vato rifu­gio cen­ti­naia di civili in fuga e il cui bom­bar­da­mento ha cau­sato la morte di almeno quin­dici per­sone e il feri­mento di decine di donne e bam­bini. Nes­sun luogo è sicuro a Gaza.

La Dichia­ra­zione, inol­tre, con­futa le asser­zioni di Israele sul fatto che il suo eser­cito sta­rebbe adot­tando misure ade­guate per evi­tare per­dite di civili in un’area così inten­sa­mente popo­lata come Gaza: «Dare un avver­ti­mento – come la tec­nica del ‘roof knoc­king’ (avver­tendo dell’imminente attacco con dei bom­bar­da­menti di ‘lieve’ entità sul tetto dell’abitazione) o l’invio di un Sms cin­que minuti prima dell’attacco — non modi­fica il fatto che attac­care inten­zio­nal­mente un’abitazione di civili senza una dimo­strata neces­sità mili­tare rimane ille­cito e viola il fon­da­men­tale prin­ci­pio di proporzionalità».

Nel testo si richia­mano gli esiti della Com­mis­sione indi­pen­dente di inchie­sta isti­tuita nel 2009 dalle Nazioni Unite dopo l’operazione Israe­liana «Piombo fuso» che pro­vocò la morte di più di 1,400 Pale­sti­nesi, la mag­gior parte dei quali furono civili, tra cui più di 300 bam­bini: «Men­tre il Governo Israe­liano ha cer­cato di ritrarre le pro­prie ope­ra­zioni essen­zial­mente come una rispo­sta ai lanci di razzi in eser­ci­zio del pro­prio diritto di auto-difesa, la Com­mis­sione d’inchiesta ritiene che il piano di attacco fosse diretto, almeno in parte, a un diverso obiet­tivo: la popo­la­zione di Gaza nella sua inte­rezza». Il Pro­fes­sor Richard Falk afferma: «È inac­cet­ta­bile che la comu­nità inter­na­zio­nale non prenda alcun prov­ve­di­mento men­tre la popo­la­zione civile di Gaza è intrap­po­lata in una zona di guerra sovraf­fol­lata, senza ripari e senza vie di fuga da un peri­colo terrificante».

La denun­cia dei giu­ri­sti col­loca quella che è stata finora l’incessante offen­siva Israe­liana nel con­te­sto più ampio della sof­fe­renza che i Pale­sti­nesi di Gaza devono affron­tare, ricor­dando che «l’intera popo­la­zione della stri­scia di Gaza, per oltre sette anni, è stata sostan­zial­mente impri­gio­nata dal blocco totale impo­sto da Israele». L’impunità, con­ti­nua la dichia­ra­zione, deve ces­sare.
Infine, essa invita la Pale­stina ad ade­rire alla Corte Penale Inter­na­zio­nale affin­ché essa possa «inve­sti­gare i gravi cri­mini inter­na­zio­nali com­messi sul ter­ri­to­rio Pale­sti­nese da tutte le parti del con­flitto» e denun­cia «l’inaccettabile pres­sione poli­tica eser­ci­tata da alcuni Stati e dalle Nazioni Unite sul Pre­si­dente Mah­moud Abbas per sco­rag­giarne il ricorso alla Corte Penale Internazionale».

* * * Sin­tesi della dichia­ra­zione subito sot­to­scritta il 28 luglio 2014 da oltre 140 auto­re­voli pro­fes­sori e stu­diosi di diritto inter­na­zio­nale, giu­ri­sti e difen­sori dei diritti dell’uomo. Il testo inte­grale della Dichia­ra­zione (com­prese le firme), in inglese, ha già rice­vuto enorme atten­zione media­tica. Per le fonti com­plete e ori­gi­nali:
– (http://www.alainpellet.eu/Documents/Final-Gaza-28%20July-Signatures.pdf)
– http://
richardfalk.wordpress.com/2014/08/02/joint-declaration-on-international-law-gaza-final-list-of-endorsers/
–La tra­du­zione del testo inte­grale in italiano:http://www.giuristidemocratici.it/post/20140731164638/post_html